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Lui vuole aiuto da me

Nove anni insieme, sette di matrimonio, una figlia che è un sole. Ed un treno a 300 all’ora che ti investe mettendoti di fronte una realtà che mai, mai, mai avresti sospettato. Allora tante piccole cose alle quali non avevi dato peso iniziano ad avere un altro significato. E lui che piange, seduto sul pavimento, implorandoti di non mandarlo via da casa, che quì lui sta bene perché ci sono sua figlia ed i suoi gatti. I suoi gatti… Io devo avere più o meno la stessa importanza dell’aspirapolvere nella scala di priorità del mio consorte. Sono le due e mezza del mattino che lui finalmente confessa, dopo essere stato messo alle strette da una lettera anonima, giurando che si tratta di una storia sessualmente appena iniziata, che si è trascinata per sms da qualche mese. Ma il cellulare ha la password ed il furbastro, che si è fatto beccare come un allocco in una zona frequentatissima alle sei di un pomeriggio di agosto, ha già provveduto a cancellare tutto il compromettente. Ed io, per quanto consumata dalla curiosità di comprendere appieno quali e quante balle siano state dette finora, non riesco a trovare la forza né il coraggio di andare a verificare o a cercare altre informazioni. La curiosità mi uccide, ma cosa cambierebbe? Finirei forse per sentirmi di più una nullità, perché il fatto che quest’uomo mi abbia trattato in questo modo mi svilisce, non posso farci nulla. Non riesco, nonostante tutta la mia razionalità, a non sentirmi immondizia pensando a lui che si diverte alle mie spalle e che magari racconta a questa LEI, o a questo punto a tutte le LEI di cui non conosco l’esistenza, chissà quali storie, chissà quali bugie, chissà quali cagate su me, su lui, su loro due assieme.
Che schifo.
“Non dire nulla di quanto è successo. Facciamo che resta fra noi due…”: certo. Da cinque anni il coglionazzo ha voluto rompere coi suoi ed economicamente tutto è gravato su di me, visto che lui è precario da sempre, con l’aiuto pratico costante della mia famiglia. Capirai che farsi sponsorizzare ancora diventa difficile, se tutti sanno che per sollazzare il tuo uccello hai **** in testa a tutti. “Aiutami a capire perché ti ho tradito”.
Pure… Zitta, cornuta e geisha fino in fondo.
Del resto me lo merito, no?
Chi gli ha scritto la tesi? Chi gli ha salvato il culo all’università? Chi lo ha aiutato ad avere i titoli, i punteggi, i tempi e la possibilità di farsi una carriera (peraltro ancora precaria)? Chi ha messo mano al portafoglio ogni qual volta i soldi non bastavano? Sacrifici, rinunce, disponibilità, situazioni lavorative frustranti sopportate non per mancanza di opportunità ma per garantire alla famiglia la stabilità ed a lui, nel frattempo, la possibilità di fare ciò che gli piace. Ed io, pezzo per pezzo, a rinunciare a me stessa fino ad annullarmi per l’equilibrio di questa famiglia in cui credevo.
Me lo merito di sentirmi dire “Aiutami a capire perché ti ho tradito!”. Del resto, non ho sempre aiutato, io? Non ho sempre risolto, io? C’era un problema? Aveva combinato un casino? Si viene da me ed una soluzione la si trova: una telefonata, un contatto, soldi per una multa, un poco di sacrificio in più. Io una soluzione la trovo sempre. Perché non avrei dovuto trovare una soluzione anche per questo?

Sapete qual è la cosa più drammatica? Il fatto che – ne sono certa – nel chiedermi di “aiutarlo” era sincero!!!

Che amarezza.

  1. Creamy12-22-2011

    Amarezza… hai trovato la parola giusta per rendere l’idea di quel senso di disgusto e di incredulità che ti lascia una scoperta del genere. Hai analizzato mlto bene anche il tuo ruolo in questo quadro familiare che tu credevi stabile: più ci sacrifichiamo per loro più pretendono da noi, spesso anche con la faccia tosta che ha avuto tuo marito. Loro non vogliono far sapere agli altri quello che hanno fatto perchè quando vengono scoperti casca il loro mantello di virilità sotto il quale tramavano alle nostre spalle e restano nudi e invertebrati come dei vermi. sai perchè ti ha chiesto di aiutarlo? Perchè vuole dividere la colpa con te per non sentirsi così vigliacco….
    Il mio deficiente per molto tempo dopo la rottura del nostro rapporto ha cercato in tutti i modi di coinvolgermi nei suoi vaneggiamenti spingendomi ad ammettere le mie colpe, le mie mancanze o la mia onnipresenza nella sua vita finchè ha avuto persino il coraggio di dirmi che “se fossi stata meno accondiscendente ma più tosta come sei adesso non ti avrei mai tradita”…Avete capito? Se ha deciso di infilarsi tra le gambe di quella gallina non è stato perchè lui è un porco schifoso ma perchè io ero troppo pia, presente e premurosa e poco stronza, menefreghista ed egoista….
    Dici che era sincero? Lo penso anch’io..quando vengono scoperti si ritrovano senza difese, sono vulnerabili perchè si sentono delle m…e per quello che hanno fatto.
    Farebbero e prometterebbero di tutto in quel momento pur di non perdere la sicurezza che noi gli offrivamo….sono tanto strafottenti e temerari da sfidare luoghi e persone conosciuti quando sono insieme alla loro amante ma, poi, quando noi li scopriamo, si trasformano in bambini piagnucolanti che promettono di non rubare più le caramelle.. non fatevi commuovere e quando vi faranno pena, pensate a cosa sono stati capaci di farvi senza alcuno scrupolo.
    dobbiamo pensare prima a noi stesse, poi ai nostri figli e, per ultimo e solo se strettamente necessario, a chi sa arrangiarsi benissimo da solo.
    Altrimenti, come è successo alla nostra collega, un giorno sentiremo chiederci di risolvere anche il loro conflitto interiore…
    ma andassero a quel paese!
    Poi come è andata? L’hai aiutato per l’ennesima volta?

    • anonima12-22-2011

      Beh, è una questione di punti di vista. Da una certa prospettiva direi che lo sto aiutando ad imparare che nella vita non si cade sempre in piedi e che quando si fanno delle scelte ci sono delle conseguenze, e siccome la scelta di tradirmi l’ha fatta lui (io sarò stata anche, come dice lui, co-responsabile, per carità, ma sicuramente alla resa dei conti, inconsapevole) a questo punto direi che gli effetti se li gestirà da sé.
      Non è una questione di vendetta: il punto è che alla resa dei conti, anche se piace in generale l’idea di dare ad entrambi la responsabilità di queste cose, e di fatto se il rapporto fallisce sicuramente la colpa non è unilaterale, la scelta di far entrare nella coppia una terza persona è sicuramente nel mio caso – e da quel che leggo non solo nel mio – una scelta fatta al 100% da lui. A me nessuno a chiesto nulla: mi sembra troppo comodo poi darmi delle responsabilità per la sua insoddisfazione. Ci possono anche stare, se vogliamo essere generosi di spirito e pensare che anche i “straviziati” possono pretendere ancora, ma prima.
      Ma perché uno sceglie di c*** in testa a me, a mia figlia, a chi ci ha aiutato finora così, liberamente, con grande soddisfazione, perché “si annoiava” e “aveva bisogno di un brivido” ed io devo metterci una pezza?
      Ho fatto un bilancio molto veloce, guardando quest’uomo che non riconoscevo, piangere come un bambino chiedendomi come avrebbe fatto adesso. Lui. Non avrebbe più visto la bambina. Lui. Non avrebbe potuto più vivere la sua vita di sempre. Lui. Ma chi lo ha obbligato? Giuro. Io no. Almeno non consapevolmente. Se me lo avesse chiesto, gli avrei detto senz’altro di non farlo. Ma allora perché mi devo sentire in colpa? Non è che non voglio sentire le sue motivazioni: è che avrei voluto sentirle PRIMA. Adesso che senso hanno? Condividiamo la colpa? E che colpa? Io non ho fatto niente. Ho sopportato tante cose che non mi piacevano ed ho avuto sempre l’onestà di dire che mi stavano strette, pur facendomele andare bene. E sono rimasta là a fare la mia parte, volendogli pure bene.
      Perché bisogna far partire e finire tutto sempre da lui?E chi sarà mai il mio uomo? Il centro dell’universo?
      Non mi ha detto una volta una che gli dispiace perdermi. Si è preoccupato solo di se stesso. Anche per quanto riguarda la bambina, che so che adora, è partito da se stesso: si è preoccupato che la vedrà poco e non viceversa. Che schifo. Perché non ha pensato a lei mentre si faceva succhiare il *** da quella signora?
      Ed io me lo dovrei tenere, uno così? E che cosa ci faccio?
      Non è vendetta, non intendo fargli del male. Ma ho sufficiente stima di me stessa da non avere la minima intenzione di abbruttirmi per far sopravvivere un disonesto simile. L’unico grande dolore è per la mia piccola, che è in assoluto il primo dei miei pensieri. E’ da un mese e mezzo che tutto è successo e lei non ha assistito ad un litigio, nessun urlo, mai un insulto o una parola sbagliata nei confronti del papà davanti a lei. Ma la tensione che inevitabilmente c’è quando ci incontriamo un bambino ha la sensibilità di percepirla, e comunque il papà è andato via di casa. Non avrei mai pensato che tutto potesse finire a questo modo: mi fidavo davvero. Davvero. Mai ho dubitato di lui, che mi aveva scelta per la mia affidabilità e che aborriva il tradimento come il peggiore degli atti possibili, lui che aveva sofferto per i continui tradimenti del padre verso sua madre, lui che era stato cornificato dalla fidanzata precedente. Bleah.
      Parole parole parole…
      Alla resa dei conti, dopo anni in cui ripete come un mantra che finalmente ha trovato l’equilibrio che lo rende felice e sicuro di essere al posto giusto, ti senti dire che è stufo di non riuscire ad essere se stesso. Sapete com’è? Anch’io.

      • Chiara12-22-2011

        Pienamente in accordo con te. Se lui ha scelto di far entrare un’altra persona nel vostro rapporto tu non puoi averne colpa, esistono tanti altri modi per far capire all’altro che qualcosa non va…sempre che sia per quello che ti/ci tradiscono. Troppo spesso la storiella dell’insoddisfazione diventa un’alibi per scaricare le colpe anche su di noi.
        Perdonare non è sempre possibile e, in alcuni casi, non è neanche giusto.
        Comunque forza e coraggio, siamo con te.

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