Un sito dedicato a tutte le donne che sono state tradite...
... e a quelle che non sanno ancora di esserlo...

Mi ha tradita e adesso?

Mi ha tradita e adesso?

tradimentoProviamo a riflettere insieme su quello che succede prima e dopo un tradimento.

Facciamo un bel respiro e iniziamo!

Quando sospettiamo di essere tradite, nel nostro cervello si innescano una serie di dinamiche che hanno lo scopo di preservare il nostro equilibrio mentale.

Vediamo insieme quali sono e come affrontarle:

Prima della scoperta

Negazione e sospetto

La negazione

Il meccanismo della negazione ci rende cieche per evitarci (o rimandare) il dolore.Negare ha lo scopo di risparmiarci il dolore derivante dalla scoperta della verità perchè il nostro cervello, come qualsiasi essere pensante, non ama andare incontro ad un pugno in faccia e allora ci trasforma in pugilesse contorsioniste specializzate nella tecnica dell’evitamento.

E’ una fase apparentemente innocua ma che, in realtà, se protratta nel tempo, può avere effetti devastanti sulla nostra vita.

A volte la negazione è totalizzante nel senso che diamo talmente per scontato il rispetto che il nostro uomo ha nei nostri confronti, che non presupponiamo neanche lontanamente che lui possa tradirci e, anzi, saremmo disposte a metterci la mano sul fuoco.

Siamo completamente cieche anche di fronte all’evidenza e questa è la fase in cui le persone che ci conoscono e assistono allo spettacolo iniziano ad accusarci di essere “furbe” perchè facciamo finta di non esserci accorte di nulla dato che quella situazione ci fa comodo. Eppure, difficile a credersi (se non lo avessi sperimentato sulla mia pelle sarei scettica anch’io) , certe cose non le vediamo perchè non le cerchiamo.

Se mi fido ciecamente di una persona, non analizzo il suo comportamento e dò per scontato che qualsiasi cosa questa faccia, anche la più strana, sia fatta a fin di bene o sia solo frutto di un equivoco. Così gli “altri”, quelli che cercano di farci aprire gli occhi, diventano i nemici invidiosi della nostra felicità e così escludiamo a priori i loro giudizi perchè li consideriamo in malafede.

Quanto più durerà questa fase, tanto più le sue conseguenze saranno gravi perchè , se da un lato non “vediamo”, dall’altro “sentiamo ” che qualcosa non va e, pur continuando a schivare gli attacchi , iniziamo a provare una sensazione di disagio e malessere. Qualcosa non va, lui è scostante, si comporta in un modo diverso dal solito, è diventato eccessivamente severo e critico nei nostri confronti e noi iniziamo a metterci in discussione convincendoci, pian piano , di essere noi quelle sbagliate. Ma come in una mosca cieca, se non ti liberi della benda, non potrai mai correre ai ripari perchè non riesci ad individuare il problema reale.

Quindi, in questa fase, protraiamo la nostra agonia, diventiamo sempre più invisibili agli occhi del nostro compagno e delle persone intorno perchè iniziamo ad aver paura di occupare un posto che non meritiamo a questo mondo e implodiamo dentro noi stesse e la nostra insicurezza.

Questo è uno dei motivi per i quali questa fase , se protratta nel tempo, può lasciare dei segni devastanti dentro di noi.

Un’altra ragione della sua potenza distruttiva sta nel fatto che, una volta scoperta la verità, ci troveremo di fronte all’evidenza della nostra stupidità e ci odieremo almeno quanto odiamo lui per tutte le bugie che gli abbiamo consentito di raccontarci in tutto quel tempo.

Il tarlo del sospetto

Quando la situazione diventa palese e non possiamo più far finta di niente inizia ad insinuarsi il dubbio che qualcosa non va. Quando entriamo in questa fase possiamo reagire in due modi: o iniziamo ad indagare con il chiaro intento di smascherare il deficiente per dargli il benservito o richiudiamo gli occhi perchè non vogliamo scoprire la verità.

Questa fase è subdola perchè ci induce nella tentazione di far finta di niente soprattutto nel caso in cui siamo cadute nelle trappole che il nostro uomo ci ha teso:

  • dopo il matrimonio o i figli abbiamo preso la rassicurante decisione (per lui) di rimanere a casa dal lavoro per calarci nella parte della moglie devota e della mamma adorata. Se siamo cadute in questa trappola, di conseguenza non abbiamo mantenuto una nostra indipendenza nè economica nè mentale così ammettere di essere tradite significherebbe dover ricominciare tutto daccapo, ritrovarsi sole non solo fisicamente ma anche materialmente e la paura di non farcela purtroppo prevale sulla voglia di rivalsa e sul rispetto per se stesse.

  • abbiamo smesso da tempo di coltivare le vecchie amicizie o di cercarne di nuove : anche nel caso in cui avessimo conservato una nostra indipendenza economica, potrebbe spaventarci l’eventualità di rimanere da sole perchè non sapremmo da chi rifugiarci per chiedere aiuto

  • ci siamo allontanate dalla nostra famiglia di origine o geograficamente o spiritualmente quindi non abbiamo un nido pronto ad accoglierci nel caso decidessimo di lasciare la nostra casa

  • siamo diventate insicure e fragili dopo mesi o anni di sofferenza psicologica e di sensi di colpa e siamo convinte di non farcela da sole

Se, invece, decidessimo di dar retta al nostro subconscio (quella vocina che ti parla nella testa quando qualcosa non ti quadra) potremmo finalmente scoprire la verità.

Dopo la scoperta

Elaborazione, spostamento, ricostruzione e sensi di colpa

Elaborazione del lutto

Con la scoperta della verità inizia il dolore . Si cerca il conforto della famiglia e delle amicizie ma spesso anche le persone che ci vogliono bene non riescono a starci vicino nel modo giusto perchè cosa prova una donna tradita lo può capire solo chi ci è già passata. La prima reazione naturale è la rabbia che presto, però, lascia il posto alla disperazione per aver perso la persona amata e il dolore ci accompagna per tutta questa fase di elaborazione del lutto.

Parlo di lutto perchè il tradimento “uccide” irreparabilmente l’immagine che avevamo del nostro compagno e sappiamo che ormai nulla potrà tornare come prima.

Muore anche una parte di te e vorresti solo chiudere gli occhi e rimandare tutto al giorno dopo nella speranza che sia solo un brutto sogno o che qualcuno affronti il dolore al posto tuo.

Le promesse, la fedeltà e l’amore muoiono.

Solo il tempo può aiutarci ad uscire da questa fase…non sarà facile ma prima o dopo finirà.

E’ la fase in cui ci “facciamo del male” guardando il filmino del nostro matrimonio e le foto della nostra bella famiglia felice. Questo ritorno al passato è fisiologico perchè la nostra mente cerca in tutti i modi di ancorarsi a qualcosa di positivo, seppure solo ad un ricordo.

Il dolore che deriva dai ricordi di tempi felici è straziante ma necessario per metabolizzare la perdita.

Per rendere meno doloroso questo passaggio ecco cosa vi consiglio:

  • concedetevi di guardare quelle foto e ascoltare le canzoni che vi fanno piangere di più ma dedicate a quest’attività un arco temporale ben definito nella vostra giornata cioè raccogliete tutti i ricordi più belli in una grande scatola e apritela solo per 15 minuti al giorno. 15 minuti durante i quali siete autorizzate a disperarvi, a piangere e ad arrabbiarvi per quello che vi è successo. Trascorso quel tempo, però, richiudete la scatola e non apritela più per il resto della giornata

  • non rimanete da sole. In questo periodo sarete l’ossessione di amiche, colleghe o familiari ma non fatevene un problema perchè, vedrete, un domani avrete modo di ricambiare la loro disponibilità. adesso siete voi le persone più importanti e avete bisogno di tutto il supporto necessario per superare questo momento difficile.

  • Cercate il gruppo di sostegno più vicino a voi . Ne stanno per partire in tutta Italia! Chiedete informazioni qui.

 

Spostamento dell’attenzione

In mezzo a tanto dolore , nel tentativo di non soccombere, iniziano una serie di procedure di “distrazione” dal problema cioè spostiamo l’energia dal problema principale ( il deficiente e le sue responsabilità) e la investiamo su persone (l’altra, noi stesse, gli altri che sapevano) e dettagli (i particolari della loro relazione, perchè l’ha fatto, i nostri errori, ecc) che diventano per noi fondamentali per superare il dolore. Ci convinciamo che il fatto di “sapere” e “capire” il come , quando e perchè del tradimento ci farebbe stare meglio.

Questa ricerca della verità può diventare un’ossessione.

In realtà questo spostamento dell’attenzione ci serve per prendere tempo e rimandare le nostre decisioni. E’ come se cercassimo di giustificare a tutti i costi quello che è successo cercando dettagli che potrebbero alleggerire la posizione del deficiente e farlo risultare meno colpevole ai nostri occhi.

Il motivo di questo meccanismo è che la perdita dell’amato, soprattutto per senso di rivalsa nei confronti dell’altra, ci fa “convincere” che senza di lui non saremmo più felici e che l’amiamo come non mai. Così cerchiamo di minimizzare le sue responsabilità ingigantendo quelle altrui perchè in questa fase l’unica cosa che desideriamo è tornare con lui e, soprattutto, che lui lasci l’altra e torni da noi implorante.

In questa fase non siamo lucide e manipoliamo perfino i nostri ricordi per convincerci che lui è sempre stato e rimarrà l’unico uomo della nostra vita per il quale vale la pena l’ennesimo sacrificio: il perdono

Ci distraiamo così tanto che finiamo per convincerci che, perdonandolo, lui ci premierebbe con la sua riconoscenza e si trasformerebbe magicamente nell’uomo innamorato del quale ci era rimasto solo un vago ricordo.

In questa fase rischiamo di prendercela con le persone sbagliate: l’amante diventa l’unica colpevole e/o noi dobbiamo prenderci almeno il famoso 50% di colpa.

Se ci fissiamo in questa fase finiamo per perdonare il deficiente, vendicarci con l’amante e andare noi dallo psicologo per diventare delle compagne migliori!! Ci accorgeremo di aver sbagliato a perdonarlo solo quando scopriremo l’ennesimo tradimento e realizzeremo che il nostro sacrificio non è servito a nulla se non a rassicurare il deficiente e permettergli di farci ancora del male.

Quindi questo è un passaggio molto delicato e ci tengo a ripeterlo lentamente, urlando e a caratteri cubitali:

L’UNICO RESPONSABILE DEL VOSTRO DOLORE E’ IL DEFICIENTE PERCHE’ NON E’ UN BAMBINO E AVREBBE DOVUTO PENSARE ALLE CONSEGUENZE DELLE SUE AZIONI.

SE ANCHE SI FOSSE INNAMORATO DELL’ALTRA AVREBBE TORTO UGUALMENTE PERCHE’ PER INNAMORARSENE DEVE AVERLA CONOSCIUTA, CHIAMATA , INCONTRATA E FREQUENTATA . AVREBBE POTUTO FERMARSI AD UNO DI QUESTI STEP. IL MONDO E’ PIENO DI TENTAZIONI MA BASTA ALLONTANARSI DA QUELLE PERICOLOSE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

CHI NON LO FA DEVE ASSUMERSENE LE RESPONSABILITA’.

La ricostruzione degli eventi

Se si riesce a superare la fase dello spostamento d’attenzione, si entra in quella che ci farà perdere il sonno e che popolerà i nostri incubi.

Iniziamo a mettere insieme i pezzi del puzzle e, quanto più lunga sarà stata la fase di negazione, tanto più alta sarà la montagna di bugie accumulate nel tempo e tra le quali adesso iniziamo a fare ordine attribuendogli la giusta collocazione spazio temporale. Iniziamo a ricostruire la vita parallela del nostro deficiente accostandola alla vita che noi continuavamo a fare, ignare di quanto stesse accadendo.

Gli incastri che ne risultano possono essere davvero dolorosi. Si potrebbe scoprire ad esempio, come è successo a me, che mentre io salivo sul treno che mi portava a trascorrere la Pasqua dalla mia famiglia, nello stesso momento l’altra scendeva dal treno in arrivo da Milano e veniva traghettata come una principessa nella nostra casa a farsi fare le feste di benvenuto dal nostro cane….. o che quella volta che ho trovato la ricevuta di un albergo vicino casa con la data di un sabato in cui lui sarebbe dovuto essere lontano 300 km per lavoro e la mattina dopo è tornato a casa trafelato e stanco dal “viaggio” pronto per andare insieme al matrimonio di un suo amico, lui mi ha detto che aveva prestato la carta di credito ad un suo amico notoriamente squattrinato che doveva portarsi la sua amante in albergo!!!! …..

…e ogni volta che incastri uno di questi pezzi ti dai le botte sulla testa pensando a quanto stupida sei stata a credere alle stronzate che ti raccontava. Si scopre magicamente che l’uomo sincero che pensavamo di conoscere in realtà altri non è che un mentitore seriale che ha passato gli ultimi giorni, settimane, mesi o addirittura anni a districarsi tra tutte le bugie che ci ha raccontato nel tentativo di non essere scoperto e di farla franca

Sensi di colpa

Dopo aver messo in ordine tutti gli eventi, arriva il momento di prendere una decisione nella consapevolezza che chi tradisce in modo seriale non potrà certo trasformarsi come per magia nell’uomo onesto che desidereremmo avere accanto.

Decidere di ufficializzare una separazione non è mai una scelta facile, tantomeno se abbiamo dei figli piccoli o delle difficoltà materiali.

Il paradosso di questa fase è che il deficiente, che ormai ha capito che siete decise a dargli un calcio nel sedere, tenta la sua ultima carta: quella del senso di colpa.

Non fatevi ingannare dai suoi ricatti morali come quando vi accusa, per esempio, di essere voi a voler chiudere la vostra storia perchè lui, ora, sarebbe disposto a ricominciare meglio di prima.

Se cadiamo in questa trappola e crediamo davvero al suo pentimento, finiremo con il sacrificarci per l’ennesima volta perchè lui ci ha fatto credere che ci sarebbe riconoscente a vita nel caso in cui lo perdonassimo.

Se, invece, riusciamo a prendere le distanze da questi tentativi, approdiamo nella fase che prelude alla salvezza: la presa di coscienza delle nostre possibilità e la via d’uscita dal tunnel nel quale il deficiente vorrebbe trattenerci.

Vedremo come nel prossimo post Come sopravvivere ad un tradimento. A presto!

Tu in quale fase sei?