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Perchè gli uomini tradiscono

Perchè gli uomini tradiscono

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Uno degli ultimi commenti che mi avete inviato mi ha riportato alla mente una delle tante riflessioni fatte ancora prima di scoprire il tradimento, quando pensavo di essere stata “solo” abbandonata dal deficiente. Ricordo che la mia mente sentiva il disperato bisogno di capire il perchè della sua latitanza, cercavo continuamente spiegazioni del suo cambiamento ma il mio aguzzino non dimostrava alcuna comprensione per il mio stato e mi guardava soffrire da lontano senza degnarsi di darmi qualche delucidazione……..per ovvi motivi che ho capito solo dopo aver scoperto la verità.
Ho iniziato a ragionare sul fatto che uomini e donne provengono da due “stampi” differenti e che, quindi, il motivo della sostanziale differenza tra i due generi è da ricercarsi in profondità, in quel luogo dentro di noi dove non c’è spazio per il cambiamento, tantomeno se a cambiarci ci prova qualcuno al di fuori di noi…E’ una riflessione che sicuramente indignerà i rappresentanti del “sesso forte” ma che darà voce ai pensieri taciuti di tante donne

QUESTIONE DI ISTINTO

La cosa che mi fa riflettere è che alla fine i discorsi tra donne hanno un comune denominatore: l’inadeguatezza del maschio. E uso il termine maschio non in senso dispregiativo ma perché rappresenta l’essenza dell’ uomo e racchiude in sé le molteplici forme e ruoli da lui assunti..

Maschio è il padre.
Maschio è il marito, il compagno, il figlio,l’amante.
Ascoltando l’esperienza di altre donne più o meno giovani, sposate e non , sono giunta ad una considerazione: ciò che rende il maschio imperfetto è il suo essere privo di istinto materno.
L’istinto materno che accompagna la vita di ogni donna (mamma e non) si manifesta nella tendenza a prendersi cura ,a preoccuparsi di qualcun altro al di fuori di sé stessa, senza considerare il proprio tornaconto personale in virtù della priorità di provvedere a chi da solo non ce la farebbe o farebbe troppa fatica.
Il maschio rientra nella categoria di chi da solo fa fatica o non riesce, in determinate situazioni.
La donna compensa le mancanze del maschio adulto perché predisposta geneticamente a prendersi cura della propria prole e a proteggere chi è in difficoltà.
Il maschio questo lo sa , lo usa ,lo sfrutta a suo favore perché geneticamente concentrato su sé stesso con l’obiettivo di primeggiare sui rivali guidato dall’istinto di competizione.
Risulta chiaro che il maschio riterrà scontato che la donna accanto a lui dovrà provvedere a tutto quello che non lo riguarda direttamente in termini di conquista ,soddisfazione, e primati.
In principio è la madre ad assolvere questo compito, la sorella, la nonna o qualsiasi altra figura femminile significativa . Quando il maschio lascia il suo nucleo familiare d’origine quasi sempre lo farà non prima di aver trovato una donna che prenderà il posto della madre o della donna che provvedeva a lui.
Questa diversità è così condivisa nella nostra cultura da non essere neanche riconosciuta.
Esiste un momento critico nel quale si manifesta in modo evidente: quando la famiglia attraversa un periodo di crisi chi si rimbocca le maniche fottendosene dell’orgoglio e della volontà di primeggiare è la donna , il maschio il più delle volte rimane in disparte a rimuginare sul da farsi con l’obiettivo di uscirne con un’ immagine da vincitore scartando quindi le soluzioni magari più ovvie e convenienti che potrebbero oscurare la sua figura di detentore del potere.. quanti uomini che perdono il lavoro cadono in depressione mentre la loro donna accetta qualsiasi lavoro anche il più umile pur di provvedere alla sua famiglia, spesso proprio per non caricare di troppa responsabilità il suo maschio frustrato?
Ecco la differenza sostanziale tra una donna e un maschio.
Ecco il grande limite di questo essere che non vede al di là del proprio naso perché troppo concentrato su sé stesso e consapevole che tanto ci sarà sempre la sua donna votata al sacrificio ad occuparsi di lui, a rassicurarlo nella sua mediocrità di capobranco fallito, ad amarlo nonostante tutto e anche più di prima…
……perché anche noi donne cadiamo nella perversione del nostro desiderio di proteggere e sentirci indispensabili per il nostro uomo.
Che amarezza!!

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