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... e a quelle che non sanno ancora di esserlo...

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Un tradimento da morire-Dafne78

Io e lui eravamo due ragazzini quando ci siamo incontrati. Avevamo entrambi 19 anni. Io ero complicata.
Purtroppo mia madre morì giovane e mio padre da allora ha iniziato a combinare un corollario di guai.
La sorella di mia madre si è presa cura di me e lo ha fatto come una vera madre, non avendo neanche figli suoi.
Lui L’ho incontrato un giorno all’università. Era per entrambi il primo anno di medicina. Lui apparteneva a una famiglia numerosa, una famiglia felice e serena, una famiglia unita.
Fino al giorno in cui l’ho conosciuto ho condotto una vita normale, però dai 16 ai 19 anni ho cambiato decine di fidanzati.
Soli mi folgorò. Era speciale, unico
Era un amore partito con una passione esplosiva che è durata per tantissimi anni. Non riuscivamo a stare neanche una giornata senza vederci.
Quando preparavamo gli esami insieme era un problema riuscire a studiare; avevamo rapporti quattro o cinque volte al giorno.
Insieme a questo io ero una musicista, suonavo la tromba, lui era un contrabbassista. Insomma se non studiavamo per l\’università, eravamo comunque insieme alle prove o alle serate in giro per la regione con il nostro gruppo musicale.
Però non abbiamo mai rinunciato alla nostra individualità.
Io avevo altri interessi, ovvero dipingevo ed avevo anche una camera oscura per la fotografia , all’epoca analogica.
Lui giocava a calcetto e si ritagliava i suoi spazi com’era giusto che fosse.
Pur avendo amici in comune non rinunciavamo ad uscire di tanto in tanto per i fatti nostri senza stare per forza in coppia o a fare dei week end separati, io al mare con le amiche oppure lui a sciare con gli amici.
È stato un idillio per 18 lunghi anni.
Gli alti e bassi li avevamo avuti anche noi ma ci amavamo!!! condividevamo tutto e lo facevamo con affetto, con amore e con stima. con fiducia.
Io ero entrata nella loro famiglia a tutto tondo. Sua zia era come una madre vera per me. I suoi genitori erano una famiglia i suoi fratelli erano una famiglia.
Ho trascorso in casa loro 18 Natali, 18 pasque …. 18 estati nella loro casa al mare.
Troppo direte!?!??!!
Ma noi eravamo felici non immaginavamo in nessun modo di rinunciare l’uno all’altra. Perché assurdo possa sembrare il sesso non è mai mancato. Di certo non era più frequente come i primi anni,
Ma io sono stata sempre molto passionale e lui altrettanto.
Dopo 15 anni di storia insieme così tanto intensa, abbiamo iniziato ad avere dei problemi economici entrambi.
Entrambi abbondantemente sopra i 30 e senza lavoro.
Ci eravamo laureati quasi insieme in medicina. Io un po’ prima; lui un anno dopo.
Io specializzazione in dermatologia, lui diagnostica per immagini, anestesia, odontoiatria.
Nulla, il lavoro non arrivava mai!!!
Per quanto ci impegnassimo riuscivamo a trovare delle cose molto saltuarie e poco remunerate.
La frustrazione riguardo questa cosa è stata devastante.
Io sentivo il desiderio naturale di andare via da casa di mia zia di andare a stare con lui per conto nostro.
Anche lui manifestava il medesimo desiderio e la medesima frustrazione.
2014… anno indimenticabile.
Lui riesce ad aprire uno studio privato,
Io trovo un lavoro stabile presso un’ azienda ospedaliera.
Stressati ma contenti per il lavoro, iniziamo a parlare di famiglia, matrimonio, iniziamo insieme a cercare casa.
Nel mentre una donna di 46 anni, volgare molto volgare, inizia a comparire in molti luoghi che lui frequenta.
La vedo sempre.
Ma stranamente questa donna inizia ad apporre like sotto ogni mio commento sul famigerato Facebook.
I like sono pedanti, continui, insistenti quasi a voler attirare l’attenzione su di sé.
Dunque come è normale che accada mi reco sulla sua pagina Facebook è noto allusioni sessuali rivolte ad una persona che Dalle sue descrizioni dettagliate nei suoi post sembra proprio essere il mio compagno di vita.
Un giorno entro nell’auto del mio compagno e trovo un foulard fuxia sotto il mio sedile.
Ovviamente lui mi disse che era della moglie di un nostro amico.
Il giorno successivo quella persona mi piace trovare decine di like su foto in cui io ero taggata insieme al mio compagno ed altre persone.
Così mi recai sul suo profilo; lí vi era una foto di lei che faceva la linguaccia tenendo il foulard fuxia in bella vista. La descrizione della foto diceva: “E chi me lo doveva dire che proprio quella avrebbe ritrovato un oggetto a me caro? Chissà se qualche domandina riesce a farsela e se qualche rispostina a riesce a darsela”.
Quando andai dal mio compagno per chiedergli spiegazioni, mi diede della paranoica. Mi disse che non mi riconosceva più.
Ho subito vessazioni di questo tipo più o meno leggere per un anno intero. Cieca.
Convinta di essere diventata inspiegabilmente paranoica.
Ero proprio convinta di essere paranoica.
Mi dicevo, lui proprio lui non potrebbe mai fare una cosa del genere; lo conosco troppo bene.
Lui mi diceva: “stai diventando ossessiva, non ti capisco più, e pure stiamo cercando casa. Secondo te potrei mai impegnare tutte queste energie a cercar casa insieme alla donna che Che amo se avessi un’amante? Ma poi l’hai vista? Potrebbe essere mia nonna. Ma cosa ti salta in mente?
Fino a quando  un giorno io e lui tornammo da un viaggio delizioso in Toscana. Passeggiate a cavallo, cene tra i filari…amore, tenerezze.
Amore di quello che lo baci per strada desiderandolo e ti brillano gli occhi quando lui osserva un oggetto che gli piace in una vetrina e pensi solo che vuoi regalarglielo e perciò rinuncerai alle scarpe che volevi acquistare per il matrimonio della tua amica; riciclerai delle vecchie scarpe pur di comprare quell’oggetto.
Tenerezza di quella che lo accarezzi e sai che lui è la persona che ami di più al mondo, quella con cui vuoi condividere tutto il resto della tua vita. Quella che vuoi rendere felice.
Quella con cui anche se hai già condiviso tutta la tua vita, perché siamo stati insieme 18 anni, vuoi partire per una nuova avventura che è la famiglia.
Tornammo da questo viaggio e trovai una mail su Facebook inviatami da un account inventato, che diceva: “se hai le palle affronta questa” e c’era un link ad una pagina Facebook ove erano caricate scansioni di lettere d’amore scritte con la grafia del mio compagno, scansioni di sms scritte dal numero del mio compagno che raccontava anche cose mie, del tipo:”finalmente una serata solo nostra, lei va a Lipari con Martina”.
Foto di lei in macchina di lui; foto di lei sdraiata in un letto di hotel con la sua cravatta annodata al collo e con le chiavi con il suo portachiavi in bocca.
Decine e decine di prove.
Ho provato un dolore infinito.
Come un essere umano poteva essere così crudele?
Come la persona che amavo così immensamente da tutta una vita e che mi aveva sempre dato solo bene poteva avermi fatto questo?
Cosí corsi da lui a cercare spiegazioni.
Mi disse che le mie paranoie lo stavano stremando. Che ero diventata pazza.
Lui, così intelligente, come poteva prendere in giro me?
Me????? Io ero stata quella con cui aveva studiato fisica, patologia generale, fisiologia, anatomia patologica. Quella che gli aveva tenuto la mano durante l\’intervento chirurgico di sua madre e che la aveva assistita anche. Etc Etc condivisioni per 18 anni!!!!!!!
Quella sera lo seguii.
Per la prima volta lo seguii.
Andò a prenderla in un locale e la portò in un hotel.
Ecco. Li avevo scoperti.
Entrai anche io in quel l’hotel, con gli occhi di pianto gridai il suo nome.
Si girò. Mi guardò inorridito.
Lei sorrideva.
Lui le disse di salire in camera.
Lui mi disse urlando: “sei contenta adesso? Hai scoperto che ho l’amante! Brava!!!”
Scappai via.
Sono passati 8 mesi.
Non si è mai più fatto sentire.
So che ora stanno insieme.
Sono stati otto mesi di inferno in cui sono finita al pronto soccorso 6 volte per attacchi di panico fortissimi con due ulcere gastriche.
Ho un’alopecia molto ampia alla tempia e non riesco a farmene una ragione.
Di niente.
Ma più che del suo tradimento, della cattiveria gratuita di quella donna. Una donna di 46 anni e più di tutto in assoluto dell’accoglienza che lui le ha concesso dopo che lei mi aveva fatto subire tutto quello strazio spiattellato in pubblica piazza su un social network.
Sto male da morire come allora e non so da dove far ripartire la mia vita.
….. Io ho 38 anni e sento di essere non una donna a pezzi, ma una persona finita.
Avrei voluto dei figli. Li avrei voluti con lui.
Se immagino di poter metter su famiglia con chiunque altro mi sento nulla. Qualunque. Uno zero e l’idea di farlo con uno che vedrei comunque come un estraneo, mi ripugna.
Non riesco ad odiarlo.
Lo amo ancora. Amo il mio Alessandro.
Questo di oggi chi è?
Non capisco. Non capisco.
Mi sento morta. Non riesco più a godere di niente. Non mi riprendo.

  1. Silvia09-12-2015

    Ciao,
    mi chiamo Silvia, ho letto la tua storia e, avendo passato un’esperienza simile, mi sembra quasi di poter sentire il tuo dolore. Ti chiederai continuamente come, la persona che hai amato così intensamente per anni, che pensavi di conoscere, quella che assilla la tua mente con tutti i ricordi felici, le risate, i progetti, essere la stessa che hai davanti agli occhi oggi, la stessa che ha potuto spaccarti il cuore a metà. Purtroppo non credo che riuscirai mai ad avere una risposta, o a far coincidere queste due immagini tanto diverse della stessa persona. Io non ce l’ho fatta. Oggi sono arrivata a capire che è inutile cercare disperatamente di trovare un senso a tutto questo. Anche perché le risposte non cambierebbero il tuo dolore. Capisco perfettamente il vuoto che hai dentro, e quanto ti senti senza via d’uscita. Devi convivere ogni giorno con un peso che ti opprime il petto, e ti chiedi per quanto tempo ancora avrai la sensazione di non riuscire a respirare. Sappi però che non sei sola. Molte donne come te, come me, stanno affrontando il medesimo dolore. Lui ti ha rovinato la vita certamente, ma ora il resto della tua vita è in mano tua. E sei tu quella che deve amare te stessa al punto da smettere di finire all’ospedale, di soffrire. Amati e cerca conforto nelle persone che ti amano sul serio, e nelle persone che hanno superato le stesse difficoltà e che, nonostante tutto, sono ancora qui a provarci. Spero di averti aiutata almeno un po’ con le mie parole. Non ti conosco personalmente ma conosco la tua sofferenza, che la stessa mia. E ce la faremo

  2. Sara09-13-2015

    Carissima Dafne,
    Quando ho visto la tua lettera così lunga non pensavo che l’avrei letta tutta. Poi però le parole mi hanno assorbito e non ne ho persa nemmeno una, aggiungendo dei momenti di commozione perchè mi sentivo coinvolta. La tua storia infatti in tanti passaggi sembra la mia, sembra la storia di tante di noi, anche se ognuna di noi crede che la propria storia sia unica. Hai detto tante cose che ho provato anch’io e che forse non sono mai riuscita a esternare. Mi ha devastato tanto il finale, perchè almeno il mio “lui” una volta scoperto ha mollato immediatamente l’altra e continua a dirmi ogni giorno ormai da un anno che ama solo me e che vuole ricominciare, che quella lì era solo sesso. Il tuo epilogo è stato devastante, sento il tuo dolore che deve essere ancora più forte di quello che ho provato io e che tuttora alcuni giorni “di ricaduta” provo. Devi però risollevarti e ricominciare a vivere. So che a parole è facile, so che nella realtà quotidiana gli attacchi di panico e il dolore lacerante al cuore hanno la meglio. Ma devi importi di ricominciare. Non ti sto dicendo di uscire con le amiche tutte le sere, non servirebbe. Quando hai voglia di piangere, piangi. Quando hai voglia di stare sola, fallo. Ma allo stesso tempo coltiva le tue passioni, cerca di ritagliarti uno spazio per l’attività fisica che fa bene al fisico e allo spirito, anche solo una camminata con un po’ di musica nelle orecchie fa bene se fatta con costanza. Hai la passione della musica, non abbandonarla! La musica riempie il cuore di sentimenti positivi. Cerca di organizzare un viaggio, anche solo un weekend, con una buona amica con cui se hai voglia puoi parlare di come stai. Evita le comitivone inutili e chiassose, a mio parere danno solo tristezza in queste fasi della vita. Pian piano ce la farai, vedrai. E quando meno te lo aspetti, ti accorgerai che ti sei rialzata da sola. Solo allora potrai trovare una persona con cui dividere il resto della tua vita e formare una famiglia. Mia cugina dopo una grande delusione, ha incontrato per caso una sera il suo attuale marito: avevano entrambi 40 anni, dopo pochi mesi si sono sposati e oggi hanno una figlia di 12 anni. E – soprattutto – sono felici. La felicità è dietro l’angolo, ma purtroppo per raggiungerla devi attraversare il dolore, che in questa forma estrema aiuta a migliorarsi. Ti abbraccio e spero di sentire presto come stai. Sara

  3. Cloud09-14-2015

    Cara Dafne, a me quest’esperienza è capitata a 39 anni. Anch’io mi sentivo finita, vuota, buttata e abbandonata come un cane. A differenza di altre storie la mia e la tua sono caratterizzate dal fatto che lui non è mai tornato nè ha chiesto perdono. Nel mio caso ha avuto un rigurgito di gelosia quando ha saputo che mi ero messa con un altro, poi la separazione legale, poi più niente. Da due anni buoni. Senti, il dolore passa, il respiro torna, i malanni e le tachicardie se ne vanno. La rabbia rimane, e può essere anche potente. Ma serve per affrontare forte la vita e c’è un sacco di roba da fare. Lui non si è neanche girato indietro…ti serve uno così? Uno che è riuscito a cammuffare tanto bene il suo disagio e la voglia di evadere da te, che gli hai dedicato tutta te stessa per 18 anni? Uno che dopo tutto il tempo insieme manco si gira a salutare? Che rabbia leggere e continuare a sentire queste storie, cavolo. Per quanto riguarda l’amante di turno, non credo sia il caso di sprecare tante parole. Son persone piccole e illuse che godono della disfatta e dell’ingenuità altrui. Si sentono importanti e decisive. Bah, contente loro che si prendono pezze da piedi così. Ti auguro tutto il bene del mondo.

  4. Anais09-24-2015

    Ciao Dafne,
    la tua storia mi ha molto commosso. E’ incredibile come ogni volta questo copione si ripeta: ad ogni nostro sospetto, loro ci accusano di essere paranoiche, di vedere cose inesistenti, che loro non avrebbero ragione di fare una cosa del genere; soprattutto però la parola ”paranoica”… mi viene da sorridere per quante volte venga ripetuta. Non avresti dovuti seguirli, ti sei fatta del male troppo male. Doveva bastarti lo schifo che hai ricevuto su Facebook per metterlo con le spalle al muro. E’ assurdo come anche davanti ad una cosa così evidente continuino a sostenere il contrario facendoci passare per pazze! Lei non ha bisogno di commenti. Non merita considerazione una donna che alla bella età di 46 anni se ne va a ragazzini, utilizzando un social network per inviare quello schifo e pubblicare tutte quelle cose che hai citato. Ti avrei consigliato di riprovarci con lui, di riprendertelo ma vista la sua assurda reazione quando è stato scoperto in albergo, credo che sia inutile qualsiasi riavvicinamento. E’ stato un mostro! La maggior parte tornano dalla moglie/compagna a piangere perdono.
    Per quanto possa essere difficile andare avanti e scontato quello che sto per scriverti, credimi che in te non c’è nulla di sbagliato. Non sei fallita, stavi con un fallito, che è diverso. Adesso pensi che non sai più felice, che non ti innamorerai più e forse hai ragione ma…. non devi smettere di cercare la serenità perché quell’amore che provavi ma anche questo dolore saranno un ricordo quando avrai accanto a te una persona con la quale potrai legarti, magari non allo stesso modo ma che possa darti serenità e tranquillità; qualcuno che possa darti quello che meriti, anche se non sarà la stessa cosa di ciò che ha provato finora ma vedrai che arriverà. Adesso vedi tutto nero e sarà così ancora per molto ma il tempo passa, non puo’ essere così per sempre.
    Ti auguro tanta fortuna,
    Un abbraccio
    Anais

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